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GP3 TRIDENT - Q&A David Beckmann

GP3 TRIDENT - Q&A David Beckmann

GP3 Series, Team Trident - Q&A: DAVID BECKMANN

Non vi sono dubbi sul fatto che quello di David Beckmann sia tra i nomi che suscitano più interesse in questa fase della stagione del campionato GP3 Series. Da quando lo scorso mese di luglio il pilota tedesco è entrato a far parte della famiglia del Team Trident, le gerarchie in pista della categoria hanno subito un significativo cambiamento. Beckmann, dopo una positiva quarta posizione all’esordio con il team milanese a Budapest, ha ottenuto in sequenza due pole-position e due vittorie nella Feature Race su tracciati leggendari come Spa e Monza, dove il giovane talento che proviene dalla regione del Nord Reno si è rivelato imprendibile per i suoi avversari.

Q: Le vittorie colte in sequenza su due circuiti impegnativi come Spa-Francorchamps e Monza danno un nuovo impulso alla tua carriera nel motorsport. Con quali emozioni vivi questo momento particolarmente importante?

A: Questi due successi mi danno delle sensazioni incredibili, soprattutto la vittoria di Monza è speciale perché è arrivata su una pista davvero leggendaria che è anche il tracciato di casa del Team Trident. La squadra di Maurizio Salvadori mi ha consentito di cogliere la mia prima vittoria nella GP3 Series e sono contento di aver ripagato l’impegno del team con un successo sulla pista per loro più rappresentativa, solo una settimana dopo la nostra prima vittoria insieme.

Q: È cambiato qualcosa nei tuoi metodi di lavoro da quando sei passato al Team Trident?

A: Mi ha subito impressionato il duro lavoro svolto e il fatto che diano molta importanza al feed-back dei piloti. A Monza le condizioni della pista erano molto difficili, eppure mi sono trovato estremamente a mio agio quando ero al volante. Quando la pista si va asciugando, come sul circuito lombardo, è necessaria la massima fiducia nella monoposto che stai pilotando.

Q: Quali sono state le principali insidie della pista di Monza?

A: Siamo riusciti, grazie ad un buon assetto, a tenere sotto controllo il surriscaldamento e il degrado termico degli pneumatici, che è estremamente rilevante quando la pista si asciuga. La vittoria di Monza conferma la genuinità del successo ottenuto sette giorni prima in vallonia. Vincere su piste come quella belga e quella italiana ha un valore particolarmente importante, dal momento che ci sono lunghi rettilinei, c’è il gioco delle scie e ci sono molti punti dove superare. Questi due tracciati riflettono in maniera genuina i valori in campo. Per questo motivo dobbiamo essere orgogliosi per quanto ottenuto.

Q: C’è un segreto alle spalle del tuo connubio vincente con il Team Trident?

A: È soprattutto una questione di metodo di lavoro e di affinità d’intenti. Insieme alla squadra analizziamo i problemi, ragioniamo e cerchiamo di identificare le migliori soluzioni tecniche. E’ soprattutto per questo che quando mi metto al volante mi sento particolarmente sicuro. Anche il positivo debutto di Budapest, quando ho colto il quarto posto, mi aveva dato delle ottime sensazioni.

Q: Come sei riuscito a Monza a vincere con un vantaggio di addirittura sei secondi sul tuo diretto rivale in una categoria combattuta come la GP3 Series?

A: La pista lombarda mi piace molto e le condizioni ambientali erano particolarmente impegnative. Io sono un pilota che vuole sempre spingere al limite. Anche io sono rimasto sorpreso per il mio vantaggio! Avevo come obiettivo anche la conquista del giro più veloce, perché devo migliorare la mia posizione nella graduatoria di campionato.

Q: A proposito di campionato, qual è il tuo obiettivo?

A: Il mio obiettivo è di avvicinarmi il più possibile al vertice della graduatoria, anche se nella prima parte della stagione ho perso troppi punti per poter puntare al titolo.